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| PAOLO FAVA05/03/1958 21/01/1993 Pensiero di Stefania Fava
Alla richiesta di Paolo Cancelli di scrivere qualche riga in ricordo di mio fratello ho inizialmente aderito con entusiasmo e commozione, anche se poi, trovandomi davanti ad un foglio bianco mi sono trovata in difficoltà. Non è facile per me descrivere mio fratello in poche righe. Ho passato con lui 28 anni della mia vita e dal momento della sua scomparsa qualcosa si è irrimediabilmente spezzato in me. Paolo aveva tante passioni, lo sci e la pesca sopra ogni cosa. Si era laureato a pieni voti in medicina e specializzato in ortopedia, professione che svolgeva con tanta passione. Ma dal momento in cui fu mandato in Sardegna a Capo Teulada come tenente medico, la pesca subacquea prese il sopravvento su ogni altro interesse. La sera spesso rimaneva ad Anzio fino a tardi senza dare notizie e poi quando si rifaceva vivo e noi a casa eravamo sul punto di chiamare la polizia, seraficamente rispondeva che non se ne era accorto e che sott’acqua tanto è sempre buio. Era un ragazzo normale, sicuramente generoso sotto ogni punto di vista. Anche dopo tanti anni dalla sua morte incontro ancora persone che hanno per lui solo parole di stima e ammirazione e mi ha fatto molto piacere vedere un link sul vostro sito dedicato a lui. Paolo ha sicuramente voluto bene ad Anzio ed a luoghi ai quali era legato, come per esempio Filettino dove ha passato tanto tempo della sua breve esistenza ed ha avuto persone amiche ed un po’ meno amiche un po’ ovunque, credo come tutti noi su questa terra. Sono convinta però che chiunque lo abbia conosciuto e si fermi per un istante a pensare a lui non possa che ricordarlo con un sorriso pensando a qualche sua battuta umoristica. Mi piacerebbe che ognuno di noi lo ricordasse per sempre così anche se fermandomi ora ad immaginare che lui stia leggendo queste righe mi sembra di sentire le sue parole: “a Stefà ma che stai a dì”…
Stefania Fava    |
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